L'INL ribadisce la centralità dei CCNL maggiormente rappresentativi, Federlavoro/Confsal inclusi

  • 16/09/2019

ROMA - La circolare n. 9 (10/09/2019) dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro ribadisce il ruolo centrale e di riferimento, sia dal punto di vista retribuivo sia normativo, dei contratti collettivi di lavoro siglati dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

Una conferma, dunque, anche per i CCNL siglati da Federlavoro, Federazione delle Imprese e dei Lavoratori Autonomi, cui è stata riconosciuta la rilevanza nazionale già nel 2016 e che, in collaborazione con Conflavoro (Confederazione Nazionale Piccole e Medie Imprese), siede ai principali tavolo di confronto e negoziazione.

I nostri CCNL a livello retributivo sono allineati a quelli della triplice. A livello normativo, presentano lo stigma del nostro interlocutore privilegiato di parte sindacale: Confsal (Confederazione Generale dei Sindacati Autonomi dei Lavoratori), riconosciuto dall'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e per il settore privatistico dalle rilevazioni del Ministero del Lavoro come una delle Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale” - dichiara Giuseppe Ligotti, Vice Presidente di Federlavoro.

La circolare specifica che, per la fruizione di benefici normativi e contributivi, rileva “l'osservanza da parte del datore di lavoro dei contenuti, normativi e retributivi, dei contratti stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Non si potranno revocare i benefici fruiti nei confronti del datore di lavoro che riconosca ai lavoratori un trattamento normativo e retributivo identico, se non migliore, rispetto a quello previsto dal contratto stipulato dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative”.

Federlavoro propone dei CCNL moderni ed evoluti, la cui parte normativa abbraccia istituti nuovi e aderenti alle necessità dell'oggi: assistenza sanitaria integrativa obbligatoria, mutua assistenza, welfare aziendale sono tutte politiche attive di qualità che conciliano le esigenze del lavoratore con quelle dell'azienda.

Federlavoro non ha totem intoccabili, come la durata della prova o il monte permessi e ferie – illustra Ligotti – I nostri contratti puntano su un impianto normativo lungimirante, flessibile, qualitativo ed a tutela di entrambe le parti. I nostri ultimi contratti colmano ad esempio un vuoto normativo utilizzando lo stesso criterio di calcolo per il trattamento della malattia anche per i lavoratori intermittenti senza obbligo di reperibilità. Si tratta senza dubbio di un punto migliorativo”.

La circolare INL n. 9 - conclude Ligotti - rinsalda dunque la nostra forza contrattuale, che si incardina sulla qualità dei contratti e sul valore del capitale umano. Se il lavoro si fonda su principi di rispetto, collaborazione, valori condivisi e scambio reciproco, si supera l'obsoleta dicotomia tra parte datoriale e parte sindacale, nell'obiettivo comune di creare sviluppo. Ed è di questo che crediamo abbia bisogno il paese”.

www.federlavoro.org



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